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07/03/2018

Violazione del Codice della Strada per sottoporre a cure urgenti l'animale: la scriminante dello stato di necessità non è invocabile.

Questo il principio ribadito dalla Giurisprudenza. (Cass. civ., sez. VI, 01/03/2018 n. 4834).
IL CASO. G., medico veterinario, veniva sanzionato per plurime violazioni del Codice della Strada – nello specifico: sorpasso di autovetture ferme ad un semaforo rosso, invasione dell’opposta corsia di marcia, violazione dello stesso semaforo rosso e velocità pericolosa in centro abitato.

Il medico G. proponeva ricorso avanti al Giudice di Pace competente, invocando a sostegno la scriminante prevista dall’art. 4 della Legge n. 689/81 sulle sanzioni amministrative - che richiama a sua volta l’art. 54 del codice penale - adducendo di aver agito in violazione delle norme sulla circolazione stradale per la necessità di provvedere a delle cure urgenti su di un cane, in fase terminale.
Il ricorso veniva accolto dal Giudice di Pace adito e confermato anche in sede di appello. Il Ministero dell’Interno e la Prefettura proponevano – tuttavia - rituale ricorso per Cassazione.

Sul punto, è utile ricordare come il primo periodo dell’art. 54 c.p. richiamato postula che “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona”.
IL PRINCIPIO DI DIRITTO. Ciò posto, la sentenza richiamata ha statuito che, in tema d’infrazioni amministrative, lo stato di necessità contemplato dall’art. 4 della L. 689/81, come causa di esclusione della responsabilità, sia ravvisabile solo in presenza di tutti gli elementi previsti nell’art. 54 c.p., inclusa la circostanza che il pericolo attuale di un danno grave sia “alla persona.”

Pertanto, non essendo prevista alcuna interpretazione estensiva, l’esclusione di responsabilità non potrà essere invocata quando la situazione di pericolo riguardi un animale.