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21/05/2020

Coronavirus e vacanze annullate: voucher o rimborso? I diritti del Consumatore.

 L'emergenza legata alla pandemia da Coronavirus sta incidendo sulla sorte di numerosi contratti di viaggio sottoscritti prima dell’emergenza, che per cause di forza maggiore non possono essere eseguiti. Tanti clienti pretendono la restituzione integrale dei soldi mentre i tour operator, invece, propongono voucher sostitutivi.

Durante l’emergenza sanitaria è stata varata una specifica normativa nazionale, nello specifico il decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020.

Nello specifico, l’art. 28 del DL citato prevede che, in caso di recesso da parte del consumatore, l'organizzatore possa offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, possa procedere al rimborso (ai sensi del cd. Codice del Turismo), oppure possa emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

La norma, così come formulata, pare rimettere la scelta all’organizzatore del viaggio e quindi dare ragione a questi ultimi in caso di controversia.

Tuttavia, il DL 9/2020 non solo contrasta con il Codice del turismo (che viene comunque espressamente richiamato dal DL stesso) ma anche con la normativa europea, recepita regolarmente nel nostro ordinamento e quindi vincolante.

Nello specifico, il Codice del Turismo ha recepito la direttiva 2008/122/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla tutela dei consumatori, la quale stabilisce il diritto al rimborso del viaggiatore nel caso di viaggi annullati causa emergenze sanitarie.

Inoltre, la Direttiva 2015/2302/UE - relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati - attuata in Italia con il Dlgs. 62/2018 e pertanto vincolante – stabilisce espressamente che la scelta tra il voucher e il rimborso non è rimessa all’organizzatore ma spetta esclusivamente al consumatore.

Ad analoghe conclusioni è giunta la Commissione europea, con la comunicazione dello scorso 18 marzo 2020 (quindi in piena emergenza coronavirus).

In attesa di eventuali chiarimenti da parte dell’Unione Europea, il consumatore quindi ha diritto di scegliere tra voucher e rimborso sostitutivo.