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18/01/2018

Casa coniugale assegnata alla ex moglie e morte del marito: l'ex moglie assegnataria/affidataria della prole mantiene il diritto di abitazione. No al diritto di rilascio del terzo acquirente.

Questo il principio ribadito dalla Giurisprudenza. (Cass. civ., sez. I, 15/01/2018 n. 772).
IL CASO. E, quale genitore e affidataria, si vedeva assegnare in sede di separazione dal marito M., la casa coniugale, nell’interesse esclusivo della crescita della prole. Tale decisione veniva confermata con la sentenza di divorzio.
L’ex marito successivamente decedeva e anni dopo la casa coniugale diveniva di esclusiva proprietà di S., fratello del di lei ex marito M.
In seguito, S. promuoveva giudizio nei confronti di E., quale occupante assegnataria dell’abitazione e con prole, per ottenere il rilascio dell’immobile, essendo venuto meno, per effetto della morte dell’ex coniuge divorziato, il relativo diritto del genitore affidatario dei figli all’assegnazione della casa coniugale.
IL PRINCIPIO DI DIRITTO. Ciò posto, la sentenza evidenziata ha statuito che il diritto di abitazione, in ragione del "vincolo di destinazione collegato all’interesse dei figli", si possa estinguere soltanto per il venir meno dei presupposti che hanno determinato l’assegnazione oppure a seguito dell’accertamento di circostanze che legittimano una revoca giudiziale.
Per tali ragioni, il terzo successivo acquirente sarà tenuto, nei limiti di durata nei quali è a lui opponibile il provvedimento stesso, a rispettare il godimento del diritto di abitazione dell’ex coniuge assegnatario; non potrà dunque opporre a sostegno della domanda di condanna al rilascio dell’immobile, il solo decesso dell’ex coniuge divorziato, dante causa.